Come si fa

Le pratiche amministrative italiane, spiegate passo per passo: requisiti, documenti, costi, tempi e termini di legge.

Informazioni aggiornate ad agosto 2026 · 22 procedure
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Lavoro, fisco e previdenza

Apertura della partita IVA

Avvio di un'attività di lavoro autonomo, professionale o d'impresa.

Adatta la scheda alla tua situazione

La scheda qui sotto si aggiorna automaticamente: documenti, passaggi e informazioni cambiano in base a quello che scegli.

Che tipo di attività intendi avviare?
Da questo dipendono la procedura da seguire e gli enti coinvolti.
Quale regime fiscale prevedi di adottare?
L'apertura della partita IVA è l'atto con cui si comunica all'Amministrazione finanziaria l'avvio di un'attività abituale di lavoro autonomo o d'impresa. L'adempimento in sé è gratuito e rapido, ma le scelte compiute in questa fase, in particolare il codice ATECO e il regime fiscale, producono effetti per gli anni successivi e non sempre sono modificabili senza conseguenze.
Costo
L'attribuzione della partita IVA è gratuita e non comporta imposte di bollo né diritti camerali. Vanno però considerati i costi ricorrenti: contributi previdenziali, software di fatturazione elettronica, PEC ed eventuale assistenza di un commercialista.
Tempi
L'attribuzione della partita IVA avviene di norma nell'arco di poche ore dall'invio telematico.
Dove si presenta
Servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, intermediario abilitato oppure ufficio territoriale dell'Agenzia.

Chi può presentare la domanda

  • Aver compiuto la maggiore età e disporre del codice fiscale.
  • Svolgere l'attività in modo abituale e non meramente occasionale: le prestazioni occasionali entro i limiti di legge non richiedono partita IVA.
  • Per le professioni protette, essere iscritti al relativo albo professionale.
  • Per il regime forfettario, rispettare il limite di 85.000 euro di ricavi o compensi, il limite di 20.000 euro di spese per personale e, per chi ha anche redditi da lavoro dipendente, la soglia di 35.000 euro nell'anno precedente.

Documenti da preparare

Spunta le voci man mano che raccogli i documenti. Le voci contrassegnate riguardano solo situazioni specifiche.

Procedura passo per passo

  1. Individua il codice ATECO corretto
    Il codice ATECO classifica l'attività economica e determina numerosi effetti: l'aliquota di redditività applicabile nel regime forfettario, la cassa previdenziale competente, gli obblighi autorizzatori e le eventuali coperture assicurative obbligatorie. La scelta di un codice inesatto può comportare una tassazione diversa da quella attesa e contestazioni successive: se l'attività non è chiaramente riconducibile a una voce, conviene confrontarsi con un commercialista prima dell'apertura.
  2. Verifica i requisiti di accesso al regime scelto
    Il regime forfettario richiede ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro nell'anno precedente e spese per lavoro dipendente e assimilato non superiori a 20.000 euro lordi. Chi percepisce anche redditi da lavoro dipendente o assimilato non deve aver superato la soglia di 35.000 euro nell'anno precedente. Sono previste inoltre cause di esclusione, fra cui la partecipazione a società di persone o il controllo di società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quella esercitata, e la prevalente fatturazione verso il proprio ex datore di lavoro nei due anni precedenti.
  3. Individua la cassa previdenziale competente
    I professionisti iscritti a un albo versano i contributi alla cassa di categoria, con regole e aliquote proprie. Chi esercita un'attività professionale non ordinistica si iscrive alla Gestione Separata dell'INPS, con aliquota contributiva applicata sul reddito e versamento in sede di dichiarazione dei redditi. La differenza incide in modo sostanziale sul carico complessivo: va considerata fin dall'inizio.
  4. Compila e trasmetti il modello AA9/12
    Il modello di dichiarazione di inizio attività per le persone fisiche va compilato indicando i dati anagrafici, il codice ATECO, la data di inizio attività, il luogo di esercizio, il regime contabile e l'eventuale opzione per il regime forfettario. La trasmissione avviene per via telematica tramite i servizi dell'Agenzia delle Entrate o per il tramite di un intermediario abilitato; è possibile anche la presentazione presso un ufficio territoriale.
  5. Ricevi il numero di partita IVA
    Con l'invio telematico l'attribuzione avviene in tempi molto rapidi, di norma nell'arco di poche ore. Da quel momento la partita IVA è operativa e puoi emettere fattura. Verifica il numero attribuito tramite il servizio di controllo disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
  6. Iscriviti alla gestione previdenziale
    L'apertura della partita IVA non comporta automaticamente l'iscrizione previdenziale. Chi rientra nella Gestione Separata deve presentare domanda di iscrizione all'INPS; chi è iscritto a un albo deve comunicare l'avvio dell'attività alla propria cassa. L'omissione genera scoperture contributive che emergono a distanza di tempo.
  7. Attiva il sistema di fatturazione elettronica
    La fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio è obbligatoria per la generalità dei soggetti passivi, compresi i contribuenti in regime forfettario. Occorre dotarsi di un software di fatturazione e comunicare all'Agenzia delle Entrate il canale di ricezione, ossia il codice destinatario o l'indirizzo PEC, così che le fatture passive vengano correttamente recapitate.
  8. Organizza gli adempimenti ricorrenti
    Anche nel regime forfettario, che semplifica notevolmente gli obblighi, restano da presidiare la conservazione delle fatture, il versamento dell'imposta sostitutiva con acconto e saldo, i contributi previdenziali e la dichiarazione dei redditi annuale. Metti in agenda le scadenze fin dal primo anno: il regime agevolato riduce gli adempimenti ma non li elimina.

Adempimenti successivi

Passaggi da non trascurare una volta conclusa la pratica.

  • Comunica il canale di ricezione delle fatture elettroniche nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate, per non ricevere le fatture passive nella sola area di consultazione.
  • Verifica se l'attività richiede una copertura assicurativa obbligatoria o una polizza di responsabilità civile professionale.
  • Apri un conto corrente dedicato all'attività: non è obbligatorio per i professionisti, ma semplifica in modo sostanziale la gestione contabile e le verifiche.
  • Segna le scadenze dei versamenti, in particolare l'acconto di giugno e quello di novembre, che nel primo anno di attività sorprendono con frequenza chi non li ha pianificati.

Avvertenze e casi particolari

  • Contributi previdenziali fissi. Artigiani e commercianti versano contributi minimi dovuti indipendentemente dal reddito prodotto, anche in caso di attività in perdita. È l'elemento più spesso sottovalutato nella pianificazione dei primi anni.
  • Fatturazione all'ex datore di lavoro. Il regime forfettario è precluso a chi fattura in via prevalente a soggetti che sono stati il proprio datore di lavoro nei due anni precedenti, o a soggetti a essi riconducibili. È una causa di esclusione frequente per chi passa dal lavoro dipendente all'attività autonoma.
  • Superamento delle soglie. Il superamento del limite di 85.000 euro comporta la fuoriuscita dal regime forfettario dall'anno successivo; il superamento di 100.000 euro determina l'uscita immediata, con obbligo di applicare l'IVA già dall'operazione che ha determinato lo sforamento.
  • Cessazione dell'attività. La chiusura della partita IVA va comunicata entro trenta giorni dalla cessazione. Una partita IVA lasciata aperta e inattiva continua a generare obblighi dichiarativi e, per artigiani e commercianti, obblighi contributivi.

Riferimenti ufficiali

Verifica delle informazioni

Ultimo controllo: 16 agosto 2026

Le informazioni di questa scheda sono state verificate sulla documentazione pubblicata da Agenzia delle Entrate, Registro delle Imprese — Camere di Commercio e INPS.

Importi, soglie e scadenze cambiano di norma fra gennaio e marzo. Se noti un'informazione superata o un errore, la segnalazione è benvenuta: le correzioni hanno la precedenza su qualsiasi altra modifica. Prima di presentarti allo sportello verifica sempre le indicazioni dell'ente territorialmente competente.

Domande frequenti

Quanto costa aprire la partita IVA?
Per i liberi professionisti l'apertura è gratuita. Per artigiani e commercianti la pratica ComUnica comporta imposta di bollo, diritti di segreteria camerali e il diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio.
Quanto tempo ci vuole per aprire la partita IVA?
Per i liberi professionisti l'attribuzione avviene di norma nell'arco di poche ore dall'invio telematico. Per artigiani e commercianti servono circa una settimana, perché la pratica coinvolge anche Registro delle Imprese, INPS e INAIL.
Qual è il limite del regime forfettario?
85.000 euro di ricavi o compensi nell'anno precedente, con un tetto di 20.000 euro di spese per lavoro dipendente. Chi percepisce anche redditi da lavoro dipendente non deve aver superato 35.000 euro nell'anno precedente.
Posso fatturare al mio ex datore di lavoro con il forfettario?
Non in via prevalente. Il regime forfettario è precluso a chi fattura prevalentemente a soggetti che sono stati il proprio datore di lavoro nei due anni precedenti, o a soggetti a essi riconducibili.
Devo pagare i contributi anche se non guadagno?
Artigiani e commercianti versano contributi minimi dovuti indipendentemente dal reddito, anche in caso di attività in perdita. Chi rientra nella Gestione Separata versa invece in percentuale sul reddito effettivo.
Cosa succede se supero gli 85.000 euro?
Si esce dal regime forfettario a partire dall'anno successivo. Il superamento dei 100.000 euro determina invece l'uscita immediata, con obbligo di applicare l'IVA già dall'operazione che ha causato lo sforamento.
Devo chiudere la partita IVA se smetto di lavorare?
Sì, entro trenta giorni dalla cessazione. Una partita IVA lasciata aperta e inattiva continua a generare obblighi dichiarativi e, per artigiani e commercianti, obblighi contributivi.
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